Progetto Netpupils Social Network

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Sito di supporto al progetto NetPupils

Nasce Net Lab ovvero come fare laboratori in rete

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Dall'esperienza del gruppo REGOLIAMOCI condotto dall'ins. Stefania Marricchi e dal successo raccolto abbiamo creato questa nuova area "Net Lab" ovvero come costruire laboratori in rete.

Come al solito la partecipazione è facoltativa... chi vuole si iscrive.

Due sono i laboratori che sono stati programmati e nel social network avete due gruppi in cui discutere fra voi, con l'insegnante coordinatore, inviare materiali.

 

LABORATORIO DI CARTOON ANIMATION   Coordinato da Francesca Maniccia dell'Associazione Playtoon

IL FILO DELLA STORIA:CREIAMO INSIEME UN RACCONTO GIALLO  Coordinato dall' ins.  Cristina Ansuini

Per partecipare vi dovete iscrivere ai gruppi sul social network

I GRUPPI SARANNO ATTIVI FINO ALLA FINE DI GIUGNO

 

Nuova idea su Netpupils: la scrittura creativa crea rete sul social network

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Ultimi scorci di anno scolastico, i più intensi non perché nei mesi precedenti si sia fatto poco! Continuiamo a credere e investire sui ragazzi fino in fondo, fino a quando riusciremo a “tenere in piedi” il social network creato proprio per loro, Netpupils. Una scommessa educativa quelle della scuola, e per verificare che i nuovi sistemi di comunicazione sono una risorsa e non semplicemente tecnologia da ripudiare, proviamo a solleticare gli iscritti con una nuova proposta: scrivere insieme, in rete, a più mani. Scrittura creativa. Non compiti, non temi da svolgere ma un’avventura a cui partecipare. Come vi sembra questa idea?

Abbiamo affidato il compito di solleticare i ragazzi alle sapienti cure di Cristina Ansuini, docente, psicologa, autrice di testi che sono orientati ad aiutare i ragazzi (e anche i docenti) a scoprire la scrittura e farla diventare mezzo di comunicazione e di crescita.
La stessa autrice scrive per il nostro progetto:
 
“La chiave di un racconto da scrivere insieme (tra bambini e ragazzi) può essere quella della gratuità, dello scrivere cioè solo per il proprio gusto e per la propria soddisfazione, senza pensare a voti e verifiche. Se poi questa gratuità è condivisa, fa parte di un progetto comune, ha un riscontro veloce, immediato, magari attraverso uno strumento a misura di ragazzi – internet con i suoi social network - la soddisfazione dello scrivere sarà ancora maggiore.
 
L’idea principale è quella di costruire insieme, proprio nell’ottica della scrittura creativa condivisa, una “storia gialla”,
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Nuovo gruppo su Netpupils, questa volta i cartoon

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Come già anticipato ai docenti referenti, il progetto si arricchisce della collaborazione di altri professionisti dell’Associazione Play Toon. Abbiamo scelto un ambito che crediamo interessante per i nostri bambini/ragazzi: il cartone animato.
 
 
Perché il Cartone Animato
 
La Cartoon Art è prima di tutto un’attività artistica. In quanto tale, essa favorisce la crescita personale dell’individuo poiché fornisce un mezzo costruttivo per dare voce a sogni, paure, desideri e frustrazioni per esprimere i quali spesso non si trovano le parole, ma che attraverso le immagini e l’immaginazione è possibile riuscire ad esternare.
 
Essa, inoltre, consente ai ragazzi di dare sfogo al forte desiderio di autoaffermazione tipico della loro età: è questo anche il principio su cui si basa l’arteterapia, che sfruttando il potere dell’immaginazione attraverso l’insegnamento di disegno e pittura, è in grado di arginare i fenomeni delle devianze giovanili quali bullismo e manifestazioni correlate. Ne è convinto Achille De Gregorio, direttore di “ArTea” (ArteTerapeuti Associati) e docente all’Università di Milano, secondo cui «le immagini che abitano il nostro cuore riescono a placare l’aggressività fino a renderci persone serene».
 
Sotto un’altra prospettiva, il carattere particolare di questo tipo di attività è in grado di arricchire e stimolare il processo di socializzazione e integrazione dei ragazzi poiché, contrariamente alla maggior parte delle forme d’arte che sono di tipo individualistico, la natura stessa del “fare cartoni animati” prevede un imprescindibile lavoro d’equipe da cui consegue l’istaurarsi di importanti relazioni interpersonali basate su rapporti di fiducia e su rispetto e stima reciproci, mentre il prodotto finale è il risultato del lavoro del singolo individuo rapportato continuamente e strettamente al resto della squadra, in un continuo scambio di esperienze volte al raggiungimento di un obiettivo comune ed al miglioramento delle attitudini personali. (dal progetto presentato)
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Prentazioni (slide) del convegno sui Nativi Digitali

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Di seguito sono riportate le slide degli interventi al Convegno sui nativi digitali:

 

Tra nativi e immigrati … condividiamo strumenti e riflessioni non solo digitali

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La sfida è per NOI ADULTI, genitori e docenti. Questo l’obiettivo del Convegno: lanciare a noi adulti la sfida di accompagnare, di mediare tra il nuovo che affascina e il vecchio da acquisire (i valori da trasmettere???). La scelta quindi è stata di mettere il naso dentro e fuori la vita dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Con lo stile che ci contraddistingue abbiamo scelto di trattare un argomento che ci accomuna, genitori e docenti: quali sono i sistemi di comunicazione che utilizzano? E come li utilizzano? E quali sono i nuovi strumenti a disposizione della scuola? Cosa ti permette un social network come Facebook? Come si sfoglierà un e-book?

E soprattutto: genitori e docenti possono essere “alleati” e aiutarsi per comprendere questa trasformazione mondiale?
Sul palcoscenico dell’Università Roma3, a piazza della Repubblica sabato 26 marzo.
Quell’idea pensata tempo addietro, che ha preso gambe via via, sostenuta dallo scopo del confronto educativo, con l’obiettivo di cercare di dare risposte ad alcune domande, si è concretizzata e proprio come sul palcoscenico (non di un teatro ma di un’aula universitaria, con tanto di file di sedie rumorose) hanno preso la parola gli attori che hanno saputo armonizzare i loro interventi e offrire al pubblico intervenuto, genitori e docenti, un panorama ampio di contenuti, di dati, di ipotesi, di aspetti cognitivi e anche emozionali, del perché e del come cambiano anche gli stili di apprendimento degli alunni “nativi digitali” e quali risorse possiamo attingere per rispondere sempre più e in maniera adeguata alle esigenze di minori che funzionano diversamente da noi ma che sempre di noi hanno bisogno, in qualità di adulti appunto mediatori culturali di un mondo in continua trasformazione.
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